Studio di fattibilità per una nuova organizzazione del servizio di Meteorologia in ENAV

EAV Fulvio MIGLIETTA e EAV Salvatore SCHEMBRI *

 

1. Premessa

Lo studio di un percorso che porti all'organizzazione del Servizio di Meteorologia in ENAV è reso necessario dallo sviluppo dei programmi di trasformazione giuridica che investono l'Ente. Allo stato dell'arte, si può tranquillamente affermare che il Servizio reso all'utenza è limitato all'essenzialità sul piano operativo e spesso all'improvvisazione su quello organizzativo. Si lascia alla professionalità ed al forte senso di responsabilità degli operatori la qualità e la completezza di ciò che si fornisce. Questa situazione genera mancanza di autogratificazione e riconoscimento nel lavoro svolto dagli operatori, spesso esposti a quelle critiche di qualità che puntualmente il cliente/utente e la stessa AMI strumentalmente rilevano.

Le motivazioni che hanno indotto ad identificare una organizzazione diversa, depauperatrice delle risorse umane disponibili, sono insite nelle stesse leggi istitutive dell'Ente. Da un  lato, infatti, si demanda all'ENAV la competenza dell'assistenza meteorologica al traffico aereo, dall'altro, si inserisce il concetto, tutto italico, di meteorologia aeroportuale. Vorremmo evidenziare la deprecabile e sminuente dicitura di Meteorologia Aeroportuale, inesistente in ambito internazionale ed aeronautico, invece di mirare alla designazione dell'ENAV quale autorità meteorologica in ambito ICAO.

Nello stesso contratto di programma non vi è menzione alcuna di recuperare il ruolo della meteorologia sia a livello nazionale (attuazione di quanto previsto in tema di Servizio Meteorologico Distribuito, art. 111 del DL. 112 del 30-03-98) sia all'interno della stessa ENAV, ridisegnando i rapporti con l'Aeronautica Militare che al momento rappresenta uno dei maggiori vincoli e limiti al possibile sviluppo nel contesto dell'aviazione civile.

Di fatto, in questi anni, ci si è adagiati sul termine "aeroportuale" modificando ad uso e consumo dello stesso molte delle procedure di resa del servizio fino a farlo apparire "autoproducente".

In realtà possiamo comprendere le motivazioni che portarono a tale concetto:

  • Timore di impossibile gestione;

  • Difficoltà di implementazioni tecnologiche;

  • Carenza di uno staff dirigenziale capace di gestire il servizio in competitività con l'AMI.

Non possiamo più accettare, anche perché oneroso per il bilancio e dequalificante per il personale operativo, lo status quo in cui versa la meteorologia, evidenziandone invece le potenzialità economiche, di sviluppo e di immagine.

 

2. Osservazioni

Lo sviluppo del servizio di Meteorologia, anche in competizione con l'AMI, dovrebbe logicamente comprendere:

  • Implementazione tecnologica;

  • Adeguata definizione delle figure professionali coinvolte;

  • Assunzione di nuovi servizi derivati e contigui alla meteorologia;

  • Capillare rete di produzione, trattamento e diffusione dati;

  • Struttura di scambio con le altre realtà meteorologiche esistenti;

  • Struttura per la resa economica del prodotto, ivi compreso quello residuo.

 

3. Risorse economiche

Dall'analisi delle risorse economiche già disponibili, insite nella tariffazione, l'organizzazione del servizio di osservazione, previsione e diffusione delle informazioni (uniforme alle normative internazionali) consentirà di svincolarsi dal "legaccio" AMI. Lo sviluppo della meteorologia "aziendale" dovrebbe consentire l'acquisizione dei servizi inerenti le PREVI quali SIGMET, AIRMET, SW Low Level, di modo che il rapporto con la Forza Armata sia di scambio fra le banche dati, relativo alle osservazioni sui siti.

Tale svincolo consentirà di recuperare gran parte del canone, di circa 40 miliardi, attualmente versato dall'Ente. La vendita del prodotto e del prodotto residuo in "licenza d'uso" reprimerà l'attuale situazione in cui tutti sono in grado di osservare, prevedere, fornire briefing ed insegnare a quelle utenze che potrebbero così confluire in una linea di consulting fornita dal personale ENAV.

 

4. Risorse Umane

Il potenziamento dei centri di previsione dovrà coincidere con l'implementazione di una interdipendenza reticolare con i centri di produzione aeroportuale. I sistemi aeroportuali dovranno dotarsi della figura professionale di osservatore/previsore di tendenza, svincolata dal servizio di informazione aeroportuale, ed in stretta collaborazione con i Previsori al fine di ampliare la previsione di tendenza a più realtà aeroportuali e creare sinergie tra i diversi profili professionali. Tale servizio sarà polifunzionale con i servizi ATS, AIS e MET. Questa nuova organizzazione garantirà la valorizzazione delle risorse interne e sarà corrispondente ai requisiti previsti dalle normative internazionali attraverso un percorso formativo e di aggiornamento continuo garantito dalla certificazione. Detta certificazione deve necessariamente essere estesa al personale previsore in modo da adeguare anche questa figura professionale alla normativa internazionale (WMO). La formazione deve essere considerata come attività volta a favorire un cambiamento del comportamento lavorativo, oggi giorno troppo spesso incentrato sulla improvvisazione, e deve garantire quell'acquisizione di "sapere" in termini di conoscenza, abilità ed atteggiamenti.

 

5. Risorse Tecnologiche

L'attuale sistema di produzione (MARA) del prodotto di base (bollettino METAR) non è funzionale alla dinamicità del contesto ed adeguamenti alle normative internazionali. L'ingestibilità e la rigidità del software al variare dei codici ICAO e la conseguente ricaduta sugli operatori sono oramai un dato acquisito e purtroppo costante.

Il sistema deve essere sostituito da un prodotto maggiormente dinamico e flessibile che consenta la verifica dei dati automatizzati, specie di quelli influenti.

La copertura dei radar meteorologici è insufficiente, obsoleta e del tutto inadeguata ad un monitoraggio completo di tutti i dati sensibili dell'atmosfera.

La tecnologia di supporto sia nei centri aeroportuali sia in quelli di previsione è insufficiente, provocando sperpero di risorse economiche per tecnologie di supporto non idonee e/o inutilizzabili perché spesso in manutenzione.

Il solo evidenziare alcune delle gravi carenze dovrebbe indurre interventi di sviluppo tecnologici notevoli quali:

  • Idonea copertura dei radar meteorologici;

  • Monitoraggio e analisi verticale dell'atmosfera;

  • Isole computerizzate collegate ai centri previsione per lo scambio dati a supporto del servizio di tendenza;

  • Idonea tecnologia alla produzione semiautomatica del bollettino che permetta l'aggiornamento dinamico del software gestionale. Tale sistema dovrà garantire anche la verifica on line dei parametri influenti la navigazione. Si dovrà porre l'osservazione continua del tempo come fulcro del sistema, abbandonando quella corrente di pensiero che ipotizza il "sistema automatico".

 

6. Macro Organizzazione

E' indispensabile organizzare una struttura del servizio Meteorologico che garantisca snellezza burocratica, capillarità operativa e adeguata flessibilità. La macro struttura ipotizzata risulta essere la seguente:

 
 

 

* NOTA: Il presente studio di fattibilità è stato realizzato dagli EAV Fulvio MIGLIETTA (CAV Bologna) e Salvatore SCHEMBRI (CAV Fiumicino) quale contributo per l'apertura di un tavolo tecnico con ENAV.

 

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